Cineteca

Questione di tempo (Richard Curtis, 2013)

Questione di tempo

Questione di tempo – locandina inglese (About time)

Il film Questione di tempo (il titolo originale in inglese è About time) mi ha colpito per vari motivi. Innanzitutto per il soggetto: una riflessione, attraverso la vita esemplare del protagonista Tim, portata sulla qualità del tempo, a dispetto della sua quantità o della sua monetizzazione. Poi per la dimensione collettiva del tempo: Tim condivide il “suo” tempo con la famiglia (la moglie, i figli, i genitori, la sorella, lo zio), gli amici (e gli amici degli amici),i colleghi, i coinquilini, la ragazza che gli vende ogni giorno il suo panino (peccato che questa dimensione umana sia stata definita dalla critica “romantic comedy”). Infine, il film mi ha colpito per la scelta della colonna sonora, in cui riascoltiamo una vecchia canzone italiana del 1965: Il mondo, di Jimmy Fontana (il regista Curtis s’innamorò di questa canzone sui jukebox del 1965, in vacanza all’isola d’Elba).
Il film è semplicemente magnifico e da vedere. Piccola nota, l’attrice canadese Rachel McAdams c’è cascata di nuovo ed interpreta ancora una volta la moglie di un uomo che viaggia nel tempo (come in The time traveler’s wife, Robert Schwentke, 2009).

Link alla pagina Mymovies: http://www.mymovies.it/film/2013/abouttime/

 

Una piccola impresa meridionale (Papaleo, 2012)

Mai come in questo film ho visto cadere tanti pregiudizi tutti in una volta.
Se non l’avete ancora visto e già questo vi fa venire voglia di vederlo, non leggete oltre.

Una piccola impresa meridionale

Una piccola impresa meridionale

Nel secondo film di Papaleo cadono i pregiudizi della religione, perché le “unioni” – di volontà e di fatto – hanno la meglio su matrimoni riparatori e tra famiglie, più che tra marito e moglie. Cadono i pregiudizi sessuali e sentimentali, perché il sesso può essere senza amore e può esistere l’amore tra persone dello stesso sesso. Cadono pregiudizi i più radicati nella tradizione, quelli maschilisti: una bambina è affidata al padre invece che alla madre, un giovane del sud accetta “sportivamente” di essere cornuto, un circense – Gennaro – si sceglie come nome d’arte Jennifer: “è da donna, ma è internazionale”, dice. Cadono anche i pregiudizi sulla famiglia, che può essere formata da una coppia, da un “trio”, e via dicendo, di persone, al di là del sesso, dell’età, del legame di sangue. Cadono addirittura i pregiudizi sull’istruzione, impartita in casa, da una “famiglia” dai talenti più disparati, invece che solo sui banchi di scuola.

Un attimo prima della fine ho pensato che il film andasse troppo oltre la realtà italiana di oggi, che fosse avanguardista se non utopico. Ma proprio a un attimo dalla fine tutte queste persone senza pregiudizi rimangono sole, metaforicamente su una barca al largo, con una striscia di mare che le separa dalla terra dei pregiudizi duri a morire.

Quello che conta, dall’inizio alla fine della pellicola, è che c’è sempre il sole, e c’è sempre la musica.

Trailer Mymovies: http://www.mymovies.it/film/2012/unapiccolaimpresameridionale/trailer/

 

Viva la libertà (Andò, 2013)

Viva la libertà - locandina del film

Viva la libertà – locandina del film

“Viva la libertà” è un film poetico, un omaggio a grandi artisti e pensatori, quali Verdi (per la colonna sonora), Brecht (per i discorsi), Fellini (per la libera espressione dell’arte e dell’artista). “Viva la libertà” è un film filosofico, che affronta questioni etiche e morali, di coscienza personale e di valori collettivi. Ed è anche un film psicologico, che mostra, tramite la figura del doppio depresso e pazzo, la schizofrenia di una classe di governo, quella italiana, che è ormai irriconoscibile persino ai suoi stessi occhi, disgregata al suo interno, un’ombra dei “fasti” del passato, invecchiata male.
“Viva la libertà” è un film di speranza, che vede una possibilità di liberazione nel ritorno all’arte e alla cultura, rappresentate qui in tutti i modi possibili: la letteratura, il cinema, la fotografia, la danza, la musica.
Ma la libertà è una grande responsabilità, che non si può più riporre in mani altrui.

Trailer Mymovies:  http://www.mymovies.it/film/2013/vivalitalia/trailer/


Si alza il vento (Miyazaki 2013)

Si alza il vento - locandina del film

Si alza il vento – locandina del film

“Si alza il vento” è l’ultima grande opera, in ordine cronologico, di Hayao Miyazaki. Il film animato è una storia epica del Giappone del XX secolo, un ulteriore omaggio alle forze della natura (della terra, il terremoto, e dell’aria, il vento) e dell’essere umano (l’amore, la guerra, l’egoismo, l’altruismo, il genio, la passione e la forza di volontà, che tendono al bene quanto al male).

In questo film Miyazaki raggiunge una sorta di equilibrata perfezione, sia tecnica, sia poetica. La tragedia è qui senza tristezza, la storia d’amore non melensa. Anche lo sguardo sulla storia del secolo scorso va al di là della divisione tra il bene e il male, senza giudizi.

Ma quello che interessa di più dal punto di vista italiano, è la riscoperta di una personalità geniale come quella di Giovanni Battista Caproni, ingegnere aeronautico all’inizio del XX secolo e pioniere dell’aviazione insieme ai fratelli Wright.

Caproni

Caproni in “Si alza il vento”

In “Si alza il vento” il protagonista, Jiro Horikoshi, anche lui ingegnere aeronautico, incontra Caproni nei libri di scuola e nei suoi sogni, tra un sentimento di ammirazione e di competizione.

 

 

Il trailer su Mymovies: http://www.mymovies.it/film/2013/thewindrises/trailer/

 

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